La transizione energetica non è in pausa. Sta semplicemente cambiando passo.
Dopo anni segnati da una crescita impetuosa, spesso misurata solo in megawatt installati, il settore entra ora in una fase più matura, in cui le parole chiave diventano integrazione, flessibilità e valore di sistema.
Il 2026 si profila come un anno di assestamento strategico: meno corsa ai record e più attenzione alla qualità delle soluzioni, alla loro capacità di dialogare tra loro e di rispondere a un contesto economico e geopolitico complesso. Non più singole tecnologie, ma ecosistemi energetici intelligenti, capaci di adattarsi in tempo reale alla domanda, alla rete e al mercato.
In questo scenario, KEY – The Energy Transition Expo, in programma dal 4 al 6 marzo 2026 al Rimini Expo Centre, si conferma come il luogo in cui intercettare e comprendere queste trasformazioni. Grazie a un’impostazione trasversale che connette rinnovabili, accumulo, idrogeno, mobilità sostenibile e smart city, l’evento offrirà una lettura concreta delle traiettorie che stanno ridisegnando il settore.
Ma quali sono, oggi, i trend da osservare con maggiore attenzione?
Oltre la crescita quantitativa: verso una nuova fase della transizione
Negli ultimi anni la transizione energetica globale ha dovuto fare i conti con rallentamenti, tensioni geopolitiche e incertezze regolatorie. Eppure, nonostante questo contesto, il percorso verso un’economia low-carbon continua.
Secondo le più recenti analisi di BloombergNEF, nel 2025 le nuove installazioni di fotovoltaico ed eolico a livello mondiale hanno superato la soglia degli 800 GW, segnando un massimo storico. Per il 2026 si prevede una crescita più contenuta, ma con prospettive di ripresa graduale nel medio termine: nei prossimi cinque anni le nuove installazioni potrebbero arrivare a 4,5 TW, con un incremento significativo rispetto al quinquennio precedente.
Il dato più interessante, però, non è solo quantitativo. Sta cambiando il modo in cui le tecnologie vengono progettate e utilizzate. Fotovoltaico, eolico e sistemi di accumulo non sono più elementi separati, ma parti di un’unica architettura energetica, coordinata da software avanzati, sistemi di previsione e intelligenza artificiale. È qui che nasce il concetto di energia come servizio integrato, capace di auto-regolarsi e ottimizzare produzione e consumo.
- Fotovoltaico: meno corsa, più strategia
Il settore solare sarà uno dei grandi protagonisti del Solar Exhibition & Conference (SEC). Dopo anni di espansione continua, il fotovoltaico globale si prepara a una fase di rallentamento fisiologico, che non va letto come un segnale di crisi, ma come l’inizio di una nuova maturità del mercato.
Le proiezioni indicano che, nonostante una possibile contrazione delle nuove installazioni nel breve periodo, la capacità cumulativa mondiale è destinata a raddoppiare entro i prossimi cinque anni. A trainare questa crescita saranno soprattutto i mercati emergenti, l’evoluzione delle soluzioni di accumulo e l’innovazione nei modelli di gestione e manutenzione.
In Italia, il baricentro si sta spostando dal residenziale verso il segmento Commercial & Industrial e verso impianti utility-scale sempre più “intelligenti”. Cresce l’interesse per l’agrivoltaico avanzato, ambito in cui il Paese gioca un ruolo di primo piano, così come per il revamping degli impianti esistenti e per servizi di O&M evoluti, basati su sensoristica IoT e modelli previsionali sempre più accurati.
- Eolico offshore: il mare come nuova frontiera
Il Wind Expo for Med (WEM) offrirà uno sguardo privilegiato sull’evoluzione del settore eolico, che nel 2026 affronterà una fase di trasformazione importante. A livello globale, la nuova capacità installata potrebbe crescere più lentamente, ma con costi di investimento in stabilizzazione dopo anni di forte inflazione.
Il vero punto di svolta, però, riguarda l’offshore. Le previsioni indicano che nel 2026 le installazioni in mare potrebbero raddoppiare rispetto all’anno precedente, spinte da nuovi quadri regolatori europei pensati per ridurre il rischio di aste deserte e progetti cancellati.
In Italia, l’attenzione è rivolta ai primi progetti autorizzati, al ruolo strategico dei porti e allo sviluppo di materiali innovativi e sistemi di monitoraggio avanzati per le wind farm offshore. Un comparto che richiede competenze industriali, infrastrutturali e digitali sempre più integrate.
- Accumulo: da supporto a regista della rete
Se c’è una tecnologia destinata a ridefinire gli equilibri del sistema elettrico, questa è l’energy storage. Non a caso, KEY 2026 dedicherà ampio spazio al tema con KSE – Key Storage Expo.
A livello globale, i sistemi di accumulo stanno crescendo rapidamente, sia come impianti standalone sia in configurazioni ibride con le rinnovabili. Il loro ruolo è sempre più centrale nella creazione di PPA ibridi, capaci di combinare produzione e flessibilità, riducendo il rischio finanziario e migliorando la bancabilità dei progetti.
Mentre i costi delle batterie agli ioni di litio continuano a diminuire (seppur più lentamente rispetto al passato), il mercato si orienta verso soluzioni a durata maggiore, con tempi di scarica che superano le classiche 2–4 ore. In Europa, il passaggio a mercati elettrici con prezzi a intervalli di 15 minuti sta migliorando ulteriormente la redditività dello storage.
L’Italia si distingue come uno dei mercati più interessanti per i BESS, grazie ai meccanismi di remunerazione del capacity market e del MACSE. La vera sfida, ora, è valorizzare il contributo degli accumuli nei servizi di rete, anche grazie all’evoluzione delle tecnologie grid-forming, che trasformano le batterie da elementi passivi a veri e propri “architetti” della stabilità elettrica.
- Idrogeno: meno annunci, più concretezza
Il 2026 sarà un anno decisivo anche per l’idrogeno, protagonista di HYPE – Hydrogen Power Expo. Dopo una fase iniziale dominata da grandi annunci e obiettivi ambiziosi, il settore entra in una fase più selettiva, in cui contano la sostenibilità economica e l’integrazione industriale.
Le analisi indicano un progressivo spostamento da target vincolanti a modelli basati su incentivi mirati, all’interno del nuovo Clean Industrial Deal europeo. Cresce inoltre la tendenza a concentrare i progetti in cluster territoriali, dove domanda, infrastrutture e produzione possono svilupparsi in modo coordinato.
Nel 2026 sono attese anche le prime decisioni finali di investimento per impianti industriali di cracking dell’ammoniaca, fondamentali per decarbonizzare settori hard-to-abate come acciaio e raffinazione.
In Italia, il nodo centrale resta la creazione di una domanda stabile. In questo senso, il modello delle Hydrogen Valleys rappresenta una delle soluzioni più concrete per rendere sostenibile l’intera filiera.
- Mobilità elettrica: nuove chimiche, nuove regole
La mobilità sostenibile sarà un altro asse portante di KEY 2026. Il mercato dei veicoli elettrici sta entrando in una fase di consolidamento, caratterizzata da una crescita più organica e da una minore dipendenza dagli incentivi.
Il 2026 vedrà l’ingresso su scala commerciale di nuove tecnologie per le batterie, come le celle agli ioni di sodio e le prime soluzioni semi-solide. Parallelamente, le batterie LFP di nuova generazione promettono autonomie sempre più elevate, con costi contenuti.
Sul fronte infrastrutturale, l’attenzione si concentrerà sull’attuazione del Regolamento AFIR, sullo sviluppo della rete di ricarica e sui nuovi requisiti tecnici, come l’obbligo del Controllore CIR, che abiliterà l’interazione tra colonnine e rete elettrica, aprendo la strada al paradigma Vehicle-to-Grid.
KEY 2026: dove la transizione diventa sistema
Il 2026 non sarà l’anno dei record, ma quello delle scelte strategiche.
KEY – The Energy Transition Expo rappresenta il luogo in cui queste scelte prendono forma, mettendo in dialogo tecnologie, modelli di business e visione industriale.
Per chi opera nel settore energetico, non si tratta solo di osservare il cambiamento, ma di progettarlo.
Noi ci saremo: Padiglione B5 – STAND 480


